Dopo le 29”, arrivano le MTB da 32”: Trek porta il prototipo in Coppa del Mondo

Dopo le 29 pollici, il mondo della Mountain Bike potrebbe essere davanti a un nuovo salto nelle dimensioni delle ruote. Trek ha confermato l’esistenza di una MTB da cross country con ruote da 32 pollici e ha annunciato l’intenzione di portare il prototipo in gara nella tappa della Coppa del Mondo di Soldier Hollow, nello Utah, nel weekend del 19 e 20 settembre 2026.

La notizia è particolarmente interessante perché non si tratta più soltanto di indiscrezioni raccolte nei paddock. Trek ha mostrato ufficialmente la bici e ha spiegato che il progetto è in sviluppo da anni. Allo stesso tempo è necessario evitare conclusioni premature: questa MTB non è stata presentata come modello commerciale e Trek non ha annunciato che le 32” sostituiranno le 29”. Per ora siamo davanti a un laboratorio tecnologico destinato alle competizioni.

Una Trek da 32 pollici pronta per la Coppa del Mondo

Il prototipo è stato mostrato poco prima dell’appuntamento statunitense della WHOOP UCI Mountain Bike World Series. Nelle immagini diffuse dal marchio compare anche Evie Richards in sella alla nuova bici, costruita attorno a ruote sensibilmente più grandi rispetto alle ormai tradizionali 29 pollici.

Il progetto nasce dal lavoro di sviluppo svolto da Trek nel cross country e il passaggio alle 32” ha richiesto componenti specifici. Tra quelli immediatamente riconoscibili ci sono una RockShox SID Flight Attendant adattata al maggiore diametro della ruota e pneumatici Pirelli da 32 pollici indicati come prototipo.

La presenza contemporanea di Trek, RockShox e Pirelli rende l’esperimento particolarmente interessante: per far diventare realmente utilizzabile un nuovo formato non basta infatti costruire un telaio più grande. Servono forcelle, cerchi, pneumatici e componentistica progettati attorno al nuovo diametro.

Al momento Trek non ha invece comunicato dati definitivi su peso, geometrie, prezzo o eventuale data di commercializzazione. Anche il nome di un possibile futuro modello di serie non è stato annunciato.

Cosa significa davvero una ruota MTB da 32 pollici

La definizione “32 pollici” può generare qualche confusione. Come accade già con le 29”, il numero commerciale non indica semplicemente il diametro esterno dello pneumatico.

Il riferimento tecnico più utile è il diametro di calettamento del cerchio, espresso attraverso la misura ETRTO. Una normale MTB 29” utilizza un cerchio con diametro BSD di 622 mm, mentre il formato 32” che sta emergendo nel settore utilizza un diametro di 686 mm.

Formato MTB Diametro ETRTO/BSD Differenza rispetto alla 29”
29” 622 mm
32” 686 mm +64 mm

Significa quindi avere un cerchio con 64 mm di diametro in più, cioè circa 32 mm di raggio aggiuntivo prima ancora di considerare l’altezza dello pneumatico.

Il formato non esiste soltanto nei prototipi delle squadre di Coppa del Mondo. Nel settore stanno infatti comparendo componenti identificati con misura 686 mm, segnale che alcuni produttori stanno iniziando a valutare seriamente le possibilità offerte dalle ruote più grandi.

Perché aumentare ancora il diametro delle ruote?

Il motivo principale è lo stesso che, negli anni, ha permesso alle 29” di imporsi prima nel cross country e successivamente in gran parte del mercato MTB: una ruota più grande affronta gli ostacoli con un angolo di attacco più favorevole.

Quando la ruota incontra una radice, una pietra o uno scalino, un diametro maggiore permette teoricamente di superare l’ostacolo con una traiettoria meno brusca. Su percorsi XCO sempre più tecnici questo potrebbe tradursi nella possibilità di conservare più velocità attraverso rock garden, radici e sezioni molto sconnesse.

È proprio il cross country racing il terreno ideale per capire se questo vantaggio teorico riesca davvero a compensare gli svantaggi introdotti dall’aumento delle dimensioni.

I possibili vantaggi delle MTB da 32”

Oltre al migliore superamento degli ostacoli, ruote di diametro superiore potrebbero aumentare la stabilità alle alte velocità e rendere la bici meno sensibile a buche, pietre e irregolarità del terreno.

Un’altra area interessante riguarda la trazione. Una ruota di diametro maggiore modifica il modo in cui lo pneumatico entra in contatto con il terreno e potrebbe offrire benefici soprattutto nelle salite tecniche affrontate a bassa velocità.

Su terreni veloci e sconnessi una 32” potrebbe inoltre conservare meglio l’inerzia una volta accelerata. È lo stesso principio che ha contribuito al successo delle 29” rispetto alle vecchie 26”.

Questo non significa però automaticamente che una 32” sia più veloce di una 29”. Il comportamento reale dipende dal peso delle ruote, dalla costruzione dei cerchi e degli pneumatici, dalla rigidità dell’insieme, dalle sospensioni, dalla geometria del telaio e naturalmente dal tipo di percorso.

Le ruote più grandi hanno anche degli svantaggi

Costruire una MTB 32” competitiva è molto più complesso che montare semplicemente ruote più grandi su una normale 29”.

Il primo problema è il peso. A parità di tecnologia, una circonferenza maggiore significa utilizzare più materiale per cerchi e pneumatici e raggi più lunghi. Le masse rotanti sono particolarmente importanti nel cross country, dove accelerazioni e rilanci sono continui.

C’è poi il problema dell’ingombro. La ruota anteriore si avvicina maggiormente a telaio e piedi del biker, mentre quella posteriore occupa più spazio tra carro, movimento centrale e sella. I progettisti devono quindi ripensare completamente le proporzioni della bicicletta.

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’altezza del frontale. Con una ruota più grande diventa più difficile mantenere il manubrio sufficientemente basso per ottenere la posizione aggressiva richiesta dagli atleti XCO.

La maggiore dimensione della ruota può inoltre avere conseguenze sulla maneggevolezza nei cambi di direzione più stretti. Una MTB 32” potrebbe risultare molto stabile nei tratti veloci ma richiedere una progettazione particolarmente accurata per conservare la rapidità di una 29” nelle sezioni più guidate.

Il problema delle taglie più piccole

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la possibilità di adattare le 32” a biker di statura differente.

Se il formato dovesse realmente diffondersi, potrebbe essere relativamente semplice integrarlo sui telai destinati agli atleti più alti, mentre le taglie XS e S potrebbero creare maggiori difficoltà geometriche.

Più cresce la ruota, infatti, più diventa difficile mantenere correttamente altezza del manubrio, lunghezza del carro, spazio per il piede e posizione del biker.

Non è quindi scontato che un eventuale futuro delle 32” debba prevedere automaticamente lo stesso diametro su tutte le taglie.

Non c’è soltanto Trek: le 32” stanno diventando un vero tema nel mondo XC

Il particolare forse più significativo è che Trek non rappresenta un esperimento completamente isolato. Durante la stagione 2026 il tema delle ruote da 32 pollici è comparso sempre più spesso nel paddock del cross country internazionale.

Diversi produttori stanno infatti sperimentando piattaforme o componenti legati al formato e questo rende la situazione molto diversa rispetto a una semplice concept bike realizzata per attirare attenzione.

Quando costruttori di biciclette, sospensioni, cerchi e pneumatici iniziano contemporaneamente a lavorare sullo stesso diametro significa che almeno una parte dell’industria vuole capire se esista un reale vantaggio prestazionale.

Questo non significa però che sia già stata presa una decisione sul futuro standard della Mountain Bike.

Le 29 pollici sono davvero destinate a scomparire?

Per il momento assolutamente no. Le 29” rimangono lo standard dominante nella Mountain Bike moderna e possono contare su un’offerta enorme di telai, forcelle, cerchi e pneumatici sviluppati durante molti anni.

Inoltre le attuali 29” hanno raggiunto livelli di leggerezza, rigidità e affidabilità estremamente elevati. Per convincere biker e produttori a cambiare nuovamente formato non sarebbe quindi sufficiente un piccolo vantaggio teorico.

Le 32” dovrebbero dimostrare di offrire un miglioramento misurabile nelle prestazioni senza introdurre penalizzazioni eccessive in termini di peso, agilità e geometria.

Una possibile diffusione potrebbe iniziare proprio dal cross country professionistico, dove anche vantaggi minimi possono giustificare investimenti importanti.

La storia si ripete? Dalle 26 alle 29 pollici

Il dibattito ricorda inevitabilmente quello che accompagnò l’arrivo delle 29”. Per decenni la Mountain Bike era stata praticamente sinonimo di ruote da 26 pollici e molti biker consideravano quella misura un elemento quasi immutabile.

L’arrivo delle 29” venne inizialmente accolto con scetticismo. Le prime bici erano spesso più pesanti e meno agili e le geometrie non erano ancora ottimizzate per le ruote più grandi.

Con il progressivo miglioramento di telai, forcelle, cerchi e pneumatici, però, i vantaggi divennero sempre più evidenti e il formato conquistò il cross country prima di diffondersi nell’enduro, nel trail riding e in molte altre categorie.

La domanda è quindi inevitabile: le 32” stanno iniziando oggi lo stesso percorso?

È ancora troppo presto per dirlo. Il vantaggio ottenuto passando dalle 29 alle 32 pollici è infatti inferiore rispetto al salto compiuto anni fa dalle 26 alle 29 e l’attuale livello tecnico delle MTB rende molto più difficile introdurre un nuovo standard.

32” davanti e 29” dietro? Potrebbe nascere una nuova generazione di mullet

Esiste inoltre un’altra possibilità interessante. Se una ruota da 32” offrisse realmente vantaggi importanti nel superamento degli ostacoli ma risultasse difficile da integrare nella parte posteriore del telaio, i produttori potrebbero sperimentare configurazioni miste.

Una ipotetica MTB con 32” anteriore e 29” posteriore permetterebbe di sfruttare parte dei benefici della ruota più grande davanti mantenendo una ruota posteriore più compatta e potenzialmente più reattiva.

Sarebbe in sostanza un’evoluzione del concetto mullet già utilizzato su molte MTB moderne con ruota da 29” davanti e 27,5” dietro.

Al momento, però, questa configurazione deve essere considerata soltanto una possibilità tecnica e non una direzione già scelta dall’industria.

Il ruolo degli pneumatici sarà decisivo

Uno degli aspetti più importanti per il futuro delle 32” riguarda proprio gli pneumatici. Un nuovo diametro può diffondersi soltanto quando esiste una gamma sufficientemente ampia di gomme adatte a terreni, discipline e condizioni differenti.

Nel cross country il problema è ancora più delicato perché lo pneumatico deve combinare peso molto basso, scorrevolezza, resistenza alle forature e grip.

Aumentare il diametro senza far crescere eccessivamente la massa rappresenta quindi una delle sfide principali. La presenza di pneumatici Pirelli prototipo sulla Trek dimostra che anche questo elemento viene sviluppato insieme alla bicicletta.

Lo stesso vale per i cerchi. Un cerchio più grande deve riuscire a mantenere rigidità e precisione senza diventare troppo pesante. Probabilmente proprio l’utilizzo esteso del carbonio rappresenterà uno degli elementi fondamentali per rendere competitivo un formato di questo tipo.

Una 32” potrebbe avere senso anche per trail ed enduro?

Se il formato dovesse dimostrare vantaggi nel cross country, inevitabilmente sorgerebbe la domanda sulla sua applicazione anche alle altre categorie.

Una ruota ancora più grande potrebbe teoricamente risultare interessante sulle MTB trail o enduro grazie alla maggiore capacità di superamento degli ostacoli e alla stabilità.

In queste discipline, però, aumenterebbero anche i problemi legati a ingombri, escursione delle sospensioni, resistenza delle ruote e maneggevolezza.

Su una MTB da enduro con 160 o 170 mm di escursione, per esempio, integrare una ruota da 32” senza creare un frontale eccessivamente alto sarebbe molto più complesso rispetto a una bici da XC.

Per questo è plausibile che, almeno inizialmente, il cross country rimanga il vero laboratorio delle ruote da 32 pollici.

Il vero test sarà il cronometro

Ed è proprio per questo che il debutto della Trek 32” a Soldier Hollow è molto più interessante di una semplice presentazione.

Il prototipo verrà utilizzato nello stesso ambiente nel quale sono nate molte delle innovazioni che successivamente hanno raggiunto le MTB di serie: la Coppa del Mondo XCO.

Le gare permetteranno agli ingegneri di raccogliere dati su accelerazione, comportamento nelle sezioni tecniche, trazione, precisione di guida e soprattutto velocità reale sul percorso.

Il cronometro rimane infatti il giudice più importante. Se una MTB da 32 pollici permetterà agli atleti di essere concretamente più veloci, l’interesse dell’industria aumenterà rapidamente. Se invece i vantaggi non saranno sufficienti a compensare peso e difficoltà geometriche, il formato potrebbe rimanere una soluzione sperimentale.

Una cosa, però, è già evidente: dopo anni di relativa stabilità intorno al formato 29”, il diametro delle ruote MTB è tornato improvvisamente a essere un terreno di sviluppo.

La Trek che arriva a Soldier Hollow non dimostra ancora che la Mountain Bike del futuro avrà necessariamente ruote da 32 pollici. Dimostra però che uno dei maggiori produttori mondiali considera ormai il formato abbastanza interessante da provarlo nel banco di prova più severo possibile.

E se il cronometro dovesse dare ragione alle ruote più grandi, quella che oggi appare come una curiosità da paddock potrebbe diventare una delle evoluzioni tecniche più importanti della MTB degli ultimi anni.

Fonti: Trek Bikes e Trek Factory Racing XC; BikeRadar; Pinkbike; Singletracks; documentazione tecnica dei produttori di componentistica relativa al formato MTB 32” ETRTO 686.

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